Nuova realizzazione di Bene Immobile

Analisi dello stato di fatto

La decisione di costruire una nuova chiesa o nuovi locali per abitazione o per le attività pastorali necessita di attenta valutazione, non solo dal punto di vista della capacità economica e dell’opportunità, dovendosi considerare attentamente anche l’impatto sull’ambiente circostante, l’eventuale collegamento a edifici preesistenti, nonché il rapporto tra lo sviluppo ammissibile e la proposta operativa che sottende al progetto:

Se l’intervento riguarda nuove chiese, sale per il culto o cappelle:

  • considerare le caratteristiche del territorio circostante, le prospettive di sviluppo nell’immediato, nonché la presenza di altre chiese nei dintorni:risulta evidente che ogni ambiente richiede risposte differenziate, la città rispetto alla campagna, le località di mare a differenza di quelle di montagna, così pure le aree soggette a un particolare sviluppo demografico; la valutazione di opportunità non si limiti quindi alle problematiche economiche, né sia orientata da assunti estetici arbitrari.
  • Verificare la preesistenza di costruzioni e/o tradizioni che abbiano rappresentato un punto di riferimento per gli abitanti del luogo: al di là delle motivazioni cultuali, la memoria di preesistenze deve condizionare le scelte sia nella tipologia dei nuovi edifici che per la valorizzazione delle eredità storiche, le quali determinano fortemente il senso di identità e di appartenenza delle persone.
  • Valutare gli elementi di interferenza e di coinvolgimento con le costruzioni limitrofe esistenti: qualora il nuovo edificio sia previsto addossato ad altro esistente o comunque adiacente, si consideri ogni opportunità di stabilire una continuità stilistica e soprattutto di garantire l’ipotesi di un utilizzo congiunto e razionalmente organizzato.

Se l’intervento riguarda invece edifici ad uso abitativo (compresi oratori, canoniche, sale polifunzionali, ecc.):

  • Considerare l’effettiva opportunità di procedere a nuove costruzioni: soprattutto se in loco è presente qualche altra costruzione che sia recuperabile e adattabile per le stesse finalità, si riduca al minimo l’ipotesi di nuove costruzioni, valutando attentamente le prospettive di sviluppo del territorio, nonché la concreta prospettiva di disporre di persone e mezzi per gestire la struttura una volta realizzata.
  • Verificare l’adeguatezza degli spazi da destinare alla costruzione e la necessaria armonizzazione con l’esistente: qualora nelle adiacenze sorgesse un edificio di culto, è indispensabile valutare l’impatto visivo determinato dalla nuova costruzione e garantire le giuste proporzioni ovvero la corretta visibilità e contestualizzazione dell’edificio primario.
  • Valutare ogni aspetto dell’impegno che si intende assumere: soprattutto verificare con obiettività il consenso dei fedeli ed in generale di tutte le componenti la comunità locale, non trascurando le necessarie consultazioni previe con l’Ordinario diocesano.

Verifiche preliminari

  • Ci si attivi per verificare l’insussistenza di vincoli paesaggistici e ambientali, considerando preventivamente che le caratteristiche del terreno non richiedano dei monitoraggi o sondaggi, che talvolta è necessario prolungare nel tempo, per valutarne la tenuta o l’interferenza di movimenti franosi, ecc.
  • Nel caso di costruzioni collegate o vicine a edifici (soprattutto chiese) costruiti di recente, si contatti in via preliminare l’architetto progettista di tale edificio, se ancora vivente, per un suo coinvolgimento nella nuova progettazione, al fine di ricercare un’armonizzazione stilistica e per non ingenerare reazioni sul diritto acquisito alla tutela delle proprie realizzazioni.
  • Soprattutto per nuove chiese si ricordi la necessità di bandire una gara o quantomeno un concorso di idee tra diversi artisti, rinnovando l’invito a contattare preventivamente l’Ufficio Beni Culturali, per valutare congiuntamente l’iter più consono.

Si ricorda che nessun intervento è ammesso senza la preventiva autorizzazione alla spesa (vedi il sito dell’Ufficio Amministrativo Diocesano) e senza il nulla osta dell’Ordinario e della Soprintendenza (salvo, per quest’ultima, che si tratti di un edificio costruito meno di 50 anni fa), anche quando non si richiedono finanziamenti pubblici e si provvede quindi con fondi autonomi.

Predisposizione del progetto

La realizzazione dei progetti sia affidata a professionisti laureati abilitati.
(N.B.: soprattutto per progetti di particolare complessità (chiese e campanili) può essere opportuno affidare l’incarico ad uno studio che preveda la compartecipazione di un architetto e di un ingegnere).

È opportuno, in progetti di particolare complessità, interloquire preventivamente con l’UBC.

I progetti da presentare per l’ottenimento del Nulla-Osta dell’Ordinario Diocesano e della Soprintendenza ai Beni Architettonici devono possedere carattere di esecutività, secondo le indicazioni della Legge quadro sui Lavori pubblici.
Dovranno quindi essere completi di:

  1. Relazione tecnica illustrativa comprendente:
    • le motivazioni che determinano la nuova costruzione, sulla base dell’anamnesi dello stato di fatto (terreno e ambiente circostante) e delle cause che originano il progetto;
    • la descrizione analitica di tecniche e modalità esecutive, il dettaglio delle caratteristiche architettoniche e strutturali di eventuali demolizioni, nonché le indicazioni sulla destinazione e fruizione dei vani dell’edificio;
    • il quadro economico di spesa.
  2. Computo metrico estimativo
  3. Tavole grafichequotate, riportanti, in scala non inferiore a 1:50, lo stato di fatto ed il progetto, integrate dai particolari esecutivi piante, prospetti e sezioni nelle scale opportune, necessari ad individuare con certezza tutti gli aspetti di dettaglio dell’intervento progettuale proposto. (Riportare tutta la sezione grafica anche in PDF, allegando il relativo CD-ROM o DVD)
  4. Rendering tridimensionale esaustivo( Specialmente i progetti di nuove chiese e/o campanili, si fornisca un rendering dell’esterno, dell’interno, nonché dei particolari più rilevanti: presbiterio, fonte battesimale, altari, cella campanaria, ecc.
  5. Documentazione fotografica esaustiva
  6. Estratto di mappa, o comunque i dati catastali (foglio e mappale)
  7. Dichiarazione di fattibilità e di ammissibilità alla spesa, firmata dall’Ordinario diocesano.

N.B.

  • Nel caso di interventi per lotti: è necessario sottoporre all’approvazione per il Nulla-Osta il progetto totale, con il piano economico!
  • Predisporre le tavole grafiche dello stato di fatto e del progetto, oltre che su supporto cartaceo, anche in PDF (allegando il relativo CD-ROM o DVD).

Richiesta del Nulla Osta

Il Parroco inoltra all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali la richiesta di valutazione e approvazione (Nulla-Osta) relativa all’intervento sul bene immobile, di cui è legale rappresentante, che sia classificato come bene culturale per l’art. 2 del D. Leg.vo 29 ottobre 1999, n°490.
La richiesta è composta da:

  1. domanda: da indirizzare all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali [vedi fac-simile];
  2. documentazione ed elaborati grafici in 3 copie 
    Vedi alla voce: Progetto

N.B.: Si ricorda che le domande devono essere inoltrate all’UBC entro il martedì della settimana precedente alla data di riunione della Commissione per l’Arte Sacra.

L’UBCdopo che la Commissione ha esaminato il progetto – qualora non sussistano impedimenti – mette a disposizione del Parroco il Nulla-Osta dell’Ordinario Diocesano (la copia del progetto con i timbri di approvazione dovrà essere ritirata presso l’UBC prima di iniziare i lavori).