Prestito Temporaneo

Analisi dello stato di fatto

Il patrimonio artistico-storico della nostra Arcidiocesi, pur non potendosi paragonare a quelli del Veneto o similari, tuttavia si può considerare di alto livello e degno di essere valorizzato, sia localmente, che in contesti espositivi di più ampio respiro. Nell’ipotesi che si ritenga di accettare la richiesta di un prestito temporaneo per un bene mobile di proprietà dell’Ente ecclesiastico rappresentato, si tengano presenti le seguenti indicazioni:

  • Verificare se esista una documentazione aggiornata delle opere interessate al progetto o alla richiesta: essendo stata completata la catalogazione dei beni mobili artistici (vedi sezione), ogni parrocchia o ente diocesano ha a disposizione (o può farne richiesta all’Ufficio Beni Culturali) l’elenco delle opere di proprietà inventariate e documentate; in caso si riscontrassero delle carenze, se ne dia comunicazione all’Ufficio Beni Culturali (per carenze si intende sia la mancanza della scheda come pure una sua incompletezza).
  • Appurare che non sussistano vincoli, sanciti dalle autorità preposte, relativi ai beni mobili interessati: alcune opere di particolare pregio potrebbero essere state dichiarate non disponibili per il prestito dalla competente Soprintendenza.
  • Sottoporre l’opera o il bene immobile interessato ad un controllo previo sulla situazione oggettiva: specie per i beni mobili artistici, le valutazioni sul loro stato, espresse dopo un’analisi sommaria si rivelano insufficienti, per cui è opportuno avvalersi, soprattutto in caso di rimozione dal loro sito abituale, di persone qualificate che forniscano una perizia documentata.

Preliminari al prestito di opere d’arte e/o suppellettili

Come già specificato nella precedente sezione, il prestito di un’opera d’arte, come pure di un oggetto d’uso, va considerata sempre un’operazione a rischio, per cui, dopo aver valutato con oculatezza l’opportunità dell’assenso, si consultino sia gli organismi rappresentativi parrocchiali sia esperti di settore.
Una volta poi che il legale rappresentante dell’Ente ecclesiastico sia orientato ad acconsentire al prestito, prenda in considerazione anche quanto segue:

  • Valutare direttamente l’affidabilità dell’Ente richiedente il prestito: salvo il caso di Istituzioni che notoriamente operano da tempo nel settore e che possono vantare una sufficiente esperienza, è necessario acquisire informazioni dirette su ogni richiedente, sul progetto espositivo e sulle garanzie proposte.
  • Constatare la fattibilità del prestito e la conseguente modalità di trasferimento: si consideri la condizione oggettiva dell’opera richiesta in prestito, la sua asportabilità dal sito ove è collocata, le eventuali necessità di tutela specifica, quanto proposto in merito dal richiedente, nonché l’impatto per il luogo di fruizione (ad esempio: la rimozione di una pala d’altare o di una statua potrebbe richiedere la disponibilità temporanea di una copia).
  • Verificare l’adeguata proposta espositiva e la presentazione dell’opera da prestare: è necessaria una valutazione previa della collocazione/visibilità dell’opera nella sede espositiva, della didascalia esplicativa e dell’eventuale inserimento in un catalogo o depliant di presentazione; se è prevista la pubblicazione di una scheda, questa dovrà essere prodotta a cura del legittimo proprietario, oppure ottenere il suo assenso preventivo.

In caso di proposte poco dettagliate e situazioni che si presentino complesse, è opportuno interloquire preventivamente con l’UBC.

Assenso al prestito

Una volta verificata correttamente la fattibilità del prestito, Il Parroco inoltra all’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali la seguente documentazione:

  1. lettera di assenso (vedi fac-simile), da indirizzare all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali, via Treppo, 7, 33100 Udine;
  2. la documentazione fornita dal richiedente (completa di scheda dell’opera);
  3. eventuali condizioni e/o richieste per la concessione del prestito (sostituzione con copia, restauro, ecc.)

L’UBC, dopo aver esaminata la proposta e qualora non sussistano impedimenti, inoltra alla competente Soprintendenza la pratica per il Nulla Osta e nel contempo trasmette al Parroco il Nulla-Osta dell’Ordinario Diocesano (si ricorda che per procedere al prestito è necessario attendere la risposta della Soprintendenza, nonché le autorizzazioni ministeriali, qualora siano necessarie).

Modalità del prestito

A conclusione del’iter di autorizzazione, l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi comunica al legale rappresentante della Parrocchia o dell’Ente ecclesiastico le modalità esecutive del prestito, secondo le indicazioni fornite dalla Commissione d’Arte Sacra e dalla Soprintendenza competente e concordate con il Richiedente, riguardanti le fasi del ritiro, del trasporto e della verifica del corretto allestimento.
È opportuno che il proprietario faccia presente, con sufficiente preavviso, l’eventuale propria intenzione di accompagnare il bene da esporre, compatibilmente con le esigenze di allestimento o delle modalità di riconsegna.
Le singole fasi verranno messe in atto con la supervisione dell’Ufficio B.C., il quale si riserva di far ricorso ad eventuali consulenze che si rendessero necessarie.
N.B.: in caso di imprevisti o anomalie nelle fasi attuative, l’Ufficio B.C. avrà cura di affiancare la proprietà per ogni ulteriore iniziativa.

Certificazioni e riconsegna

  1. Una volta pervenuto a destinazione il bene, il legittimo proprietario riceverà il certificato di regolare consegna e copia del contratto assicurativo.
  2. Eventuali richieste di proroghe del prestito verranno valutate di volta in volta, a fronte del consenso da parte del Prestatore;
  3. Al termine dell’esposizione, l’Ufficio B.C. seguirà le varie fasi della riconsegna del bene, assicurando che il Richiedente tenga fede a tutti gli accordi definiti preventivamente, dopodiché sarà controfirmata una dichiarazione di corretta conservazione, che l’Ufficio B.C. stesso provvederà ad inoltrare per conoscenza alla competente Soprintendenza.