Intervento su bene mobile esistente

Verifiche preliminari

 

  • Si curi di invitare periodicamente dei restauratori o esperti a valutare lo stato di conservazione del patrimonio mobile della parrocchia o dell’ente affidato in gestione, stabilendo le priorità sugli interventi che si rendono necessari e quantificando i costi, per definire le modalità di finanziamento.
  • Qualora sia incerto, per determinati beni, valutare la sussistenza di interesse storico-artistico, specialmente per oggetti di uso comune e privi di decorazioni, si evitino giudizi sommari e personali [Per l’elenco dei beni soggetti a richiesta di Nulla-Osta si veda l’allegato (A)], ma si contatti preventivamente l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, facendo pervenire anche una foto dell’oggetto; l’ Ufficio valuterà l’opportunità di un’ulteriore indagine e/o invierà una risposta scritta in merito.
  • Si pretenda dal restauratore o dall’esperto incaricato un preventivo dettagliato dell’intervento, frutto di un’analisi approfondita e personale.
  • Qualora sia necessario rimuovere il bene dal suo sito ordinario, si consideri, assieme con l’incaricato, di poter far fronte a tutte le necessità e ai costi inerenti.

Si ricorda ancora che nessun intervento è ammesso senza la preventiva autorizzazione alla spesa (vedi sito Ufficio Amministrativo) e senza il nulla osta dell’Ordinario e della Soprintendenza (salvo dichiarazione di non interesse), anche quando non si richiedono finanziamenti pubblici e si provvede con fondi autonomi.

 

Predisposizione del progetto

La realizzazione dei progetti sia affidata a professionisti laureati abilitati, con esperienza specifica (restauratori o tecnici dei materiali).
Nell’affidare gli incarichi, si tenga conto delle ‘note previe’ specificate nell’allegato.

N.B.: in caso di interventi programmati contemporaneamente a lavori su beni immobili, si ricordi agli estensori del progetto generale che per i beni mobili è necessario un progetto autonomo, redatto e firmato dal professionista abilitato). È opportuno, in progetti di particolare complessità, interloquire preventivamente con l’UBC. (si sconsiglia, peraltro, di contattare direttamente i funzionari della Soprintendenza, i quali, se necessario, saranno interpellati dall’Ufficio stesso.I progetti da presentare per l’ottenimento del Nulla Osta dell’Ordinario Diocesano e della Soprintendenza ai Beni Architettonici devono possedere carattere di esecutività

Dovranno quindi essere completi di:

  1. Relazione tecnica illustrativa comprendente:
    • il quadro storico sull’opera (meglio se documentati);
    • le motivazioni che determinano il particolare intervento, sulla base dell’anamnesi dello stato di fatto e delle cause che originano il progetto;
    • la descrizione dei materiali e delle caratteristiche esecutive dell’opera;
    • l’indicazione dettagliata dei danni, usure ed ogni situazione anomala riscontrati, nonché di precedenti restauri documentati;
    • a descrizione dell’intervento che si propone, con particolare riguardo alle tecniche, ai materiali e alle modalità esecutive da adottare, nonché la specificazione se l’intervento prevede o meno che il bene venga spostato;
    • il preventivo di spesa, dettagliato.
  2. Documentazione fotografica esaustiva, con dettagli delle parti ammalorate.
  3. Indicazione dei dati catastali (foglio e mappale) dell’edificio in cui è collocata il bene.
  4. Eventuali variazioni di destinazione o modalità di rimozione e di ricollocazione in sito

N.B.: Per le specifiche necessità di valutazione e intervento preventivo da parte dell’incaricato del progetto si veda la nota in allegato.

Si consiglia, inoltre, di redigere le tavole grafiche dello stato di fatto e del progetto, oltre che su supporto cartaceo, anche in PDF e le immagini in TIFF o JPG (allegando di conseguenza anche il relativo CD-ROM o DVD). Questo permetterà di inserire agevolmente futuri interventi e di consentire la creazione di un archivio informatico di tutta l’edilizia di culto.

 

Richiesta del Nulla Osta

 

Il Parroco inoltra all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali la richiesta di valutazione e approvazione (Nulla-Osta) relativa all’intervento sul bene immobile, di cui è legale rappresentante, che sia classificato come bene culturale per l’art. 2 del D. Leg.vo 29 ottobre 1999, n°490.
La richiesta è composta da:
  1. domanda: da indirizzare all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali  [vedi fac-simile];
  2. documentazione ed elaborati grafici in 3 copie (Qualora l’opera su cui si intende intervenire sia stata realizzata da meno di 50 anni, bastano 2 copie del progetto, in quanto non è richiesto il Nulla-Osta della Soprintendenza.) Vedi alla voce: Progetti.
L’UBC, dopo che la Commissione ha esaminato il progetto, e se la stessa non ha sollevato rilievi che lo impediscano, provvede a inoltrare alla competente Soprintendenza la pratica per l’ottenimento del Nulla Osta e nel contempo trasmette al Parroco il Nulla-Osta dell’Ordinario Diocesano (si tenga presente che, al fine del completamento dell’iter e della possibilità di iniziare i lavori, è necessario attendere la risposta della Soprintendenza e la riconsegna, da parte della stessa, di una copia del progetto con i timbri di approvazione).

 

Osservazioni della Commissione

 

La Commissione per l’Arte Sacra, tramite l’Ufficio per i Beni Culturali può opporre osservazioni in merito a progetti valutati non a norma, sia a progetti con prescrizioni:

  1. Progetti non a norma: il progetto che la CAS valuti da rielaborare sarà riconsegnato al Progettista, con le indicazioni necessarie. Il nuovo progetto sarà valutato in un esame successivo;
  2. Progetti con prescrizioni: nel caso in cui la CAS esprimesse delle osservazioni o richieste di modifiche, non sostanziali, in merito al progetto, l’UBC inoltrerà alla Soprintendenza il proprio Nulla-Osta a condizione, richiedendo che, in fase esecutiva, le prescrizioni siano ottemperate.

N.B.: Fine lavori: una attestazione di conformità deve essere presentata all’UBC.

 

Esecuzione dei lavori

 

  1. Ottenuti i finanziamenti e le autorizzazioni, si affidi l’intervento al Restauratore o Artista prescelti. Si curi che le fasi del restauro siano documentate con opportune riprese fotografiche e che ogni imprevisto sia valutato immediatamente e congiuntamente (la Soprintendenza va preavvisata almeno 15 giorni prima dell’inizio effettivo dei lavori).
  2. Qualora l’intervento sia sospeso per un periodo prolungato, o emerga, in corso d’opera, la necessità di modificare e integrare quanto indicato nel progetto, se ne dia immediata comunicazione all’Ufficio Beni Culturali e alla Soprintendenza (con adeguata motivazione), attendendo un nuovo Nulla-Osta in caso di modifiche al progetto originario.

 

Documentazione di fine lavori

 

A completamento avvenuto del restauro, è necessario far pervenire all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, le seguenti certificazioni, che l’Ufficio trasmetterà alla Soprintendenza:

  1. la comunicazione: da indirizzare all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali  [vedi fac-simile];
  2. documentazione fotografica: dell’insieme e delle parti dell’opera che è stata sottoposta all’intervento, secondo il progetto, attenendosi alle specifiche richieste dettagliate nelle lettere di Nulla-Osta;
  3. relazione tecnica: sull’intervento, con indicazioni dettagliate della completa ottemperanza delle eventuali osservazioni avanzate dalla Commissione Diocesana e dalla Soprintendenza;
  4. la dichiarazione di regolare ricollocazione dell’opera o di nuova ubicazione: redatto dall’Operatore che ha eseguito il lavoro e controfirmata da eventuali Terzi intervenuti a dal Parroco.

N.B.: la documentazione di cui ai punti b. c. d. va presentata in duplice copia; le foto siano a colori e sufficientemente dettagliate (meglio se allegate in CD-ROM o DVD).