Modifiche e ampliamenti di beni esistenti

Analisi dello stato di fatto

Per modificare o integrare un bene immobile esistente, si curi di valutare con obiettività ogni aspetto del problema, prima dell’affidamento dell’incarico ad un professionista:Se l’intervento riguarda integrazioni edilizie e/o demolizioni:

  1. considerare la sussistenza e la prospettiva temporale della modifica sulla costruzione: ogni edificio storico ha una sua giustificazione ben collaudata dal tempo e dall’uso, pertanto l’adattamento a nuove esigenze, che normalmente ha un effetto altamente invasivo, deve essere conseguente a quelle necessità cui non sia possibile soddisfare altrimenti e che, parimenti, si possano prevedere di ampia durata;
  2. verificare le caratteristiche del bene immobile esistente: intervenire su un edificio costruito con materiali e tecniche non recenti significa dover affrontare problematiche aggiuntive, rispetto a normali costruzioni, con un aumento dei costi, l’alta probabilità dell’insorgere di imprevisti, la presenza di vincoli operativi, ecc.; potrebbe essere opportuno, pertanto, far eseguire indagini conoscitive, sia sulle caratteristiche strutturali dell’immobile sia per quanto riguarda il terreno su cui lo stesso bene insiste;
  3. valutare la compatibilità e le disponibilità finanziarie in relazione all’intervento: non sempre modifiche funzionali si armonizzano con il contesto; allo stesso tempo le integrazioni esterne devono tener conto dei limiti di proprietà; infine la carenza di risorse economiche può indurre a scelte incongrue rispetto all’edificio, che è necessario salvaguardare nelle sue caratteristiche funzionali e, non ultimo, nel suo carattere estetico.

Se l’intervento riguarda invece l’adeguamento degli spazi liturgici (compresi la sistemazione del fonte battesimale e l’installazione di vetrate istoriate) si veda alla sezione relativa.

Verifiche preliminari

  • Se non si è già provveduto in merito, ci si attivi per tempo (almeno 6 mesi prima della presentazione dei progetti) a richiedere la Verifica di Interesse Culturale (VIC), adempimento necessario, a fronte degli accordi tra lo Stato e la Chiesa Cattolica.
  • Nel caso di edifici (soprattutto chiese o cappelle) costruiti di recente, si contatti in via preliminare l’architetto progettista, se ancora vivente, per un suo assenso alle eventuali modifiche, tenendo conto che, se svolge ancora attività, spetta a lui l’esecuzione del nuovo progetto
  • Soprattutto per interventi in chiese con elementi di particolare valore storico-artistico si consideri l’opportunità di bandire una gara o quantomeno un concorso di idee tra diversi artisti, rinnovando l’invito a contattare preventivamente l’Ufficio Beni Culturali, per valutare congiuntamente l’iter piùconsono.

Si ricorda ancora che nessun intervento è ammesso senza la preventiva autorizzazione alla spesa (vedi sito Ufficio Amministrativo) e senza il nulla osta dell’Ordinario e della Soprintendenza (salvo, per quest’ultima, che si tratti di un edificio costruito meno di 50 anni fa), anche quando non si richiedono finanziamenti pubblici e si provvede quindi con fondi autonomi.

Predisposizione del progetto

La realizzazione dei progetti sia affidata a professionisti laureati abilitati. (N.B.: per modifiche che incidono sul piano visivo ed estetico, si affidi l’incarico ad un architetto, viceversa, gli aspetti strutturali prevedano almeno la supervisione di un ingegnere). È opportuno, in progetti di particolare complessità, interloquire preventivamente con l’UBC.I progetti da presentare per l’ottenimento del Nulla-Osta dell’Ordinario Diocesano e della Soprintendenza ai Beni Architettonici devono possedere carattere di esecutività, secondo la Legge quadro sui Lavori Pubblici . (Nel caso di interventi parziali è necessario che gli elementi siano rapportati all’esistente, con dettaglio delle distanze e proporzioni!)
Dovranno quindi essere completi di:

  1. Relazione tecnica illustrativa comprendente:
    • i cenni storici dell’edificio nel quale si intende compiere l’intervento (meglio se documentati),
    • la descrizione delle caratteristiche architettoniche e strutturali dell’esistente;
    • le motivazioni che determinano il particolare intervento, sulla base dell’anamnesi dello stato di fatto e delle cause che originano il progetto (vedi indicazioni normative in allegato);
    • La descrizione dell’integrazione/ampliamento che si propone, con esposizione analitica di tecniche e modalità esecutive, il dettaglio delle eventuali demolizioni, nonché le modifiche alla fruizione dei vani dell’edificio;
    • il quadro economico di spesa.
  2. Computo metrico estimativo
  3. Tavole grafiche e/o disegni, in scala non inferiore a 1:50, con l’opportuna contestualizzazione e il confronto tra il progetto e lo stato di fatto .(Riportare tutta la sezione grafica anche in PDF, allegando il relativo CD-ROM o DVD)
  4. Documentazione fotografica esaustiva. (Qualora il progetto preveda modifiche sostanziali dello stato di fatto del bene immobile, è necessario elaborare ed allegare un rendering tridimensionale.)
  5. Estratto di mappa, o comunque i dati catastali (foglio e mappale) dell’edificio di culto interessato all’intervento.
  6. Provvedimento dichiarativo dell’interesse culturale, ovvero autocertificazione sostitutiva, resa ai sensi del DPR 445/00.

N.B.: – L’altare, l’ambone e la sede siano progettati o adeguati secondo un progetto unitario, anche se la realizzazione di ciascun elemento avverrà per fasi/lotti successivi.
– In caso di realizzazione di nuove vetrate, si provveda a presentare anche un campione del vetro che sarà utilizzato.

Richiesta del Nulla Osta

  1. Il Parroco inoltra all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali la richiesta di valutazione e approvazione (Nulla-Osta) relativa all’intervento sul bene immobile, di cui è legale rappresentante, che sia classificato come bene culturale per l’art. 2 del D. Leg.vo 29 ottobre 1999, n°490.
    La richiesta è composta da:

    1. domanda: da indirizzare all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali  [vedi fac-simile];
    2. documentazione ed elaborati grafici in 3 copie 
      Vedi alla voce: Progetto N.B.:Si ricorda che le domande devono essere inoltrate all’UBC entro il martedì della settimana precedente alla data di riunione della Commissione per l’Arte Sacra.
  2. L’UBC, dopo che la Commissione ha esaminato il progetto, e se la stessa non ha sollevato rilievi che lo impediscano, provvede a inoltrare alla competente Soprintendenza la pratica per l’ottenimento del Nulla Osta e nel contempo trasmette al Parroco il Nulla-Osta dell’Ordinario Diocesano (al fine del completamento dell’iter e della possibilità di iniziare i lavori, è necessario attendere la risposta della Soprintendenza e la riconsegna, da parte della stessa, di una copia del progetto con i timbri di approvazione).

Osservazioni della Commissione

La Commissione per l’Arte Sacra, tramite l’Ufficio per i Beni Culturali può opporre osservazioni in merito a progetti valutati non a norma, sia a progetti con prescrizioni:

  1. Progetti non a norma: il progetto che la CAS valuti da rielaborare sarà riconsegnato al Progettista, con le indicazioni necessarie. Il nuovo progetto sarà valutato in un esame successivo;
  2. Progetti con prescrizioni: nel caso in cui la CAS esprimesse delle osservazioni o richieste di modifiche, non sostanziali, in merito al progetto, l’UBC inoltrerà alla Soprintendenza il proprio Nulla-Osta a condizione, richiedendo che, in fase esecutiva, le prescrizioni siano ottemperate.

N.B.: Fine lavori: una attestazione di conformità deve essere presentata all’UBC.

Esecuzione dei lavori

  1. Ottenuti i finanziamenti e le autorizzazioni, si affidino i lavori alla Ditta prescelta, si curi che la Direzione dei lavori proceda in perfetta sintonia con il Committente e che ogni imprevisto sia valutato immediatamente e congiuntamente (la Soprintendenza va preavvisata almeno 15 giorni prima dell’inizio effettivo dei lavori).
  2. Eventuali varianti in corso d’opera (da motivare adeguatamente) soggette a specifico e preventivo Nulla-Osta, con gli stessi adempimenti del progetto originario.

Certificazione di fine lavori

Da richiedere alla Soprintendenza tramite l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, presentando:

  1. domanda: da indirizzare all’Ufficio Diocesano per l’Arte sacra e i Beni culturali  [vedi fac-simile];
  2. documentazione fotografica: dell’insieme e delle parti dell’edificio che sono state soggette ad intervento;
  3. relazione tecnica: sull’intervento, con dettaglio della completa ottemperanza delle eventuali osservazioni avanzate dalla Commissione Diocesana e dalla Soprintendenza;
  4. certificato di regolare esecuzione dei lavori: redatto dal Direttore dei lavori e controfirmata dal Titolare della/e Ditta/e esecutrice/i e dal Parroco.

N.B.:
la documentazione di cui ai punti b. c. va presentata in duplice copia;
le foto siano a colori e sufficientemente dettagliate (meglio se allegate in CD-ROM o DVD).